lunedì 11 luglio 2011

Presentazione del romanzo StellaBianca (Parte 1)


Ecco a voi la prima parte del video della presentazione ufficiale del nostro Romanzo "StellaBianca" (Roma, 24/06/2011)

http://youtu.be/4eN6-E_B19M

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sabato 25 giugno 2011

24/06/2011-StellaBianca sbarca a ROMA


E così abbiamo cominciato
il 24 Giugno del 2011 a ROMA, presso la libreria IL FILO, è stato presentato ufficialmente il primo romanzo di Paolo Maulucci e Antonella Belviso, ovvero noi: StellaBianca (tutto attaccato).

la serata che ci ha visto "impegnati" in una piacevole conversazione sul libro e su come sia nata l'idea di scriverlo, si è concluso con alcune domande degli spettatori sulla possibilità di un seguito o sulla possibile trasformazione del romanzo in una sceneggiatura cinematografica.

Il romanzo, che si sviluppa su tre piani narrativi distinti ma al contempo strettamente legati uno all'altro, ha come protagonista due donne, Stella e sua figlia:

Stella è una donna dal passato difficile. Mai sposata, da anni non parla più con sua figlia, avuta quando era ancora molto giovane e che ha cresciuto da sola tra mille difficoltà. Alla sua morte il suo spirito rivive, in una sorta di limbo parallelo alla nostra realtà, i momenti salienti della sua vita. La figlia di Stella, giornalista presso un quotidiano milanese, dopo molto tempo dalla sua morte, su invito del notaio, raggiunge il paese natio della madre, in Puglia, per risolvere le questioni legali del caso. Durante la sua permanenza nel piccolo comune scoprirà, attraverso il suo diario e i racconti di chi l’ha conosciuta, una nuova faccia di Stella.
Il cammino della riconciliazione, attraverso strade diverse e che non conosce tempo, permetterà alle due donne, seppur con malinconia per i momenti perduti, di comprendere i propri errori, perdonarsi e conoscersi reciprocamente e di vivere una nuova fase della loro esistenza.

martedì 31 agosto 2010

Ritorno a cioccolatafondente


Eccomi tornata dopo una lunga pausa estiva alla vita del blogger. Comincio dicendo che mi si siete mancati tutti, miei cari!
Allora, raccontatemi un pò come avete trascorso queste vacanze che ormai, ahinoi, sono giunte al termine. Le mie sono state cosi cosi, ma ci sarà tempo e modo per descrivervele (eheheheheh).
Oggi vi vorrei parlare di una perla fra i film di animazione giapponese che da qualche tempo ho il piacere di gustare.
Il film in questione è "La ragazza che saltava nel tempo", di Mamoru Hosoda, prodotto nel 2006 dalla MADHOUSE.
La trama racconta di una ragazza, Makoto Konno, studentessa delle superiori: un giorno inciampa nel laboratorio di scienze e per sbaglio urta un congegno che, come sarà rivelato più tardi, consente di viaggiare nel tempo. Quando la fanciulla cade dalla propria bicicletta per essere travolta da un treno e inaspettatamente si salva, scopre che, se compie un salto abbastanza lungo, può tornare indietro nel tempo ad un momento a scelta della sua vita.

Makoto inizia quindi ad utilizzare questo potere per risolvere le piccole problematiche della sua vita o semplicemente per divertirsi. D'altra parte, come le fa notare la sua confidente, la zia restauratrice, scopre che ogni sua azione va ad influire sugli eventi quasi sempre in modo catastrofico e di conseguenza viene costretta ad usare ripetutamente il suo potere per porre rimedio ai problemi che lei stessa, pur non volendolo, ha causato.

Così, quando il suo amico Chiaki Mamiya le confida di essere innamorato di lei, Makoto torna indietro nel tempo per evitare di sentirselo dire e quindi continuare ad avere un rapporto d'amicizia con il ragazzo, finendo per costringerlo a cedere alle avance di un'altra fanciulla, che si fidanza con lui.

Anche l'altro suo amico, Kōsuke Tsuda, finisce per innamorarsi di lei e glielo rivela: anche in questo caso, Makoto sfrutta il suo potere per fare in modo che il ragazzo si fidanzi con Kaho, la fanciulla della cui nonna Kōsuke s'è preso cura, quando era un volontario in una casa di ricovero per anziani. Nel frattempo, Makoto ha scoperto un numero tatuato sul suo braccio: esso indica quanti salti nel tempo le sono ancora possibili. Gliene resta ancora uno, quando impulsivamente decide di evitare una telefonata di Chiaki, che le rivela di sapere che lei salta nel tempo. Ciò, però, le impedisce di salvare Kōsuke e Kaho, i quali vengono investiti dallo stesso treno che all'inizio della storia doveva travolgere lei.

Proprio nel momento in cui la fanciulla, che ha tentato fino all'ultimo di fermarli, assiste con orrore all'incidente, il tempo improvvisamente si ferma. È stato Chiaki che confessa di provenire dal futuro: le mostra il congegno che ha consentito a Makoto di saltare nel tempo e le rivela di essere tornato nel passato per vedere un dipinto (che ha restaurato la zia di Makoto). Infine, le dice che ha usato il suo ultimo salto per salvare Kōsuke e che quindi ora non può più tornare al futuro, ma neppure continuare a frequentarla. Makoto, in lacrime, cerca di fermarlo: è solo allora che capisce di amarlo profondamente.

La vita ricomincia normalmente, ma Makoto non riesce a dimenticare i propri sentimenti. D'altra parte, scopre che il salto nel tempo di Chiaki le ha restituito la possibilità di saltare nel tempo un'altra volta. Decide allora di tornare al momento in cui, nel laboratorio, ha trovato il congegno, cioè all'inizio della storia.

Quando, finalmente, trova il ragazzo, gli racconta ogni cosa (Chiaki, infatti, ancora non sa che lui le avrebbe rivelato la verità in futuro). Poco prima di tornare al proprio mondo, Chiaki la abbraccia, dicendole che la aspetterà nel futuro. Makoto, felice, gli risponde che gli correrà incontro.

Il mio personale consiglio è di guardarlo e gustarlo fino all'ultimo perchè, sicuramente, lascerà senza fiato anche voi. Proverete le stesse emozioni dei personaggi: gioia, tristezza, sorpresa, dall'inizio alla fine. E non vi sembrerà di guardare un film di animazione, ma sarà tutto reale.
Insomma, spero di avervi convinto e, una volta visto, mi aspetto le vostre considerazioni. ^____________^

mercoledì 5 maggio 2010

Tempo pazzerello

In questo clima pazzo, mentre nn si capisce se torna l'autunno o scoppia il caldo e la primavera, si può di certo cadere nella trappola del raffreddore e, a volte, dell'allergia. Io non ho ancora ben chiaro cos'è quello che ha colpito me. Uff. Con uno starnuto a destra e un altro a sinistra...guardate come si finisce:





Però diciamolo....sono proprio bellini! Hihihihihihihihihihi

lunedì 26 aprile 2010

Sono tornata

Sembra una minaccia ma è proprio cosi. Finalmente ho risolto i miei problemi con il mio pc. Dopo una accurata formattazione e il passaggio, nuovamente, dei dati prontamente salvati, torno fra di voi.
Oggi vorrei parlare in questo post di un argomento di nuova scoperta: l'osteopatia.

Ecco la storia:La pratica della medicina osteopatica iniziò negli Stati Uniti nel 1874. Il termine "osteopatia" fu coniato dal dottor Andrew Taylor Still, un medico con formazione allopatica nato nel 1828 nello stato della Virginia. Still viveva in Kansas, vicino a Baldwin City, ai tempi della guerra civile americana, e proprio qui sviluppò la pratica dell'osteopatia. Still imparò da apprendista, come accadeva per molti dei medici del tempo, e fu assunto come dottore di guerra nell'esercito degli Stati Uniti durante la guerra civile. Gli orrori delle ferite nei campi da battaglia e la successiva morte della moglie e di diversi bambini a causa di malattie infettive lo lasciarono completamente disilluso riguardo la pratica tradizionale della medicina. Still sentiva le pratiche mediche del suo tempo come inefficaci, addirittura barbare. Preoccupato da ciò che lui vedeva come problemi all'interno della professione medica, Still fondò la pratica osteopatica. Usando un approccio filosofico alternativo, si oppose all'uso delle droghe e della chirurgia come rimedi, riservandone l'uso ai casi in cui fossero l'unica cura conosciuta per una certa condizione, come un antidoto lo è per un veleno o l'amputazione per una cancrena. Riteneva il corpo umano capace di curarsi da sé, e che il compito del medico fosse quello di rimuovere ogni impedimento alle normali funzioni di ogni individuo. Promuoveva uno stile di vita e un'alimentazione salutare, astinenza da alcool e droghe, e usava tecniche manipolative per migliorare le funzioni fisiologiche.

Still diede alla sua nuova scuola medica il nome di "osteopatia", pensando che "l'osso (osteon) fosse il punto di partenza dal quale si dovesse accertare la causa delle condizioni di patologia". Lo scopo dell'osteopatia era di "apportare dei miglioramenti ai correnti sistemi di chirurgia, ostetricia, e il trattamento delle malattie generiche". Il suo fondamento scientifico era la disciplina dell'anatomia. La sua filosofia si basava sulla comprensione dell'integrazione tra corpo, mente e spirito, l'interrelazione tra la struttura e la funzione, e la capacità del corpo di guarirsi da solo quando meccanicamente in salute. Il trattamento osteopatico deve essere una razionale applicazione di questi principi in una cura globale del paziente con un'attenzione particolare al sistema neuromuscoloscheletrico come parte integrante dei processi di salute e malattia. Nel tempo, lui, i suoi studenti e la sua facoltà svilupparono un completo programma medico-scolastico che includeva una serie di trattamenti fisici specializzati, ora chiamati Trattamento Osteopatico Manipolativo (OMT). Il 10 maggio 1892 Still fondò la Scuola Americana di Osteopatia (ora Andrew Taylor Still University, Kirksville College of Osteopathic Medicine).

I campi di applicazione:Poiché l'osteopatia riequilibra le funzioni vitali e agisce con uno scopo curativo ma soprattutto preventivo, le indicazioni per un trattamento osteopatico sono molto ampie e indicate per tutte le fasce di età.
Qui di seguito un elenco di casi, tuttavia non esauriente, che possono esser oggetto di cure osteopatiche.
Sistema muscolo-scheletrico
Tendiniti, dolori articolari, pubalgie, cervicalgie, dorsalgie, lombagie, dolori costali o intercostali, dolori al coccige, e qualsiasi dolore a seguito di un trauma importante (sportivo, incidente stradale, ecc.)
Sistema neurologico
Sciatiche, cruralgie, nevralgie cervico-branchiali, nevralgie facciali, diverse neuropatologie, ecc
Sistema neurovegetativo
Stress, stati ansiosi, depressivi, irritabilità, turbe del sonno, senso di oppressione, ecc.
Sistema circolatorio
Problemi circolatori agli arti inferiori e superiori, congestioni venose, emorroidi, palpitazioni, alcune ipertensioni arteriose, tachicardia, problemi post-operatori cardiocircolatori.
Sistema digestivo
Acidità gastrica, ernia iatale, flatulenza, turbe digestive, turbe epato-vescicolare, diarrea, colite spastica,ecc.
Sistema gineco-urinario
Incontinenza, cistiti, turbi della menopausa, dolori al basso bacino, dolori durante i rapporti,ecc.
Osteopatia e gravidanza
Seguito di gravidanza, sindrome post-partum, cistite, disordini di ménopause, dolori funzionali del piccolo bacino, dolore durante le relazioni, ecc. prostatite, ecc..
Osteopatia e ORL
Rinite, sinusite cronica, patologie asmatiche, vertigini, cefalee, problemi di deglutizione, ecc..
Osteopatia e neonati
Vari problemi della nascita e della prima infanzia legati ad un parto difficile – come cesareo, disturbi del sonno, mancanza di concentrazione, dislessia, stato collerico, aggressivo, problemi digestivi, problemi ORL , canale lacrimale otturato, scoliosi, ecc.
Limiti dell’osteopatia
Il campo d'azione dell'Osteopatia esclude tutte le lesioni anatomiche gravi, ma anche tutte le urgenze mediche. In questi casi, non si tratta più di cercare il "punto debole" che ha permesso l'instaurarsi della malattia, ma di agire urgentemente, poiché la patologia in causa non può più essere combattuta con le sole difese dell'organismo.
L'Osteopatia non può guarire le malattie degenerative, le malattie genetiche, le malattie
infettive e/o infiammatorie, le fratture.
Tuttavia, anche se l'osteopatia non può avere un'azione su quest'affezioni, può avere un'azione sulle conseguenze, in particolare il dolore, con la liberazione delle tensioni delle strutture.

Mi sembra un'ottima alternativa alle solite medicine e varie terapie.