sabato 1 novembre 2008

La festa di Tutti i Santi


Qualche giorno fa, per merito di Pupottina(o colpa, dipende dai punti di vista;-)), vi ho fatto conoscere la parte culinaria cerignolana tipica di Tutti i Santi.
Oggi, invece, vi voglio parlare della nostra tradizione. Proprio il 1 novembre, si degusta la Pizza sette sfoglie, preparata qualche giorno prima, in modo tale che tutti gli ingredienti prendano "sapore".
Il 2 novembre, invece, viene definito dal popolo cerignolano l'aneme d'ì murt (l'anima dei morti). Non è una festa, questa, ma lo diventa per quello che si usa fare ed è definita come la festa dei bimbi.
La tradizione vuole che, durante la notte fra il 1 e il 2 novembre, i morti escano dal Cimitero per tornare a trovare i propri cari, per lasciare doni ai bambini ubbidienti.
E' per questo che la sera prima, il popolo veglia fino a mezzanotte, non senza aver preparato una tavola imbandita con qualche vivanda (generalmente latte e biscotti)e una luce accesa.
I bambini, nel frattempo, corrono a letto, nascondendosi, il più possibile, sotto le coperte, spaventati per ciò che deve accadere, con la speranza che i morti, portino loro molti bei regali.
Prima di andare a letto, pongono una calza in un punto qualsiasi della casa, perchè venga riempita di doni ( c'è da dire che adesso la trovano già bella che fatta e piena di dolci).
Durante la serata, perciò, i genitori affollano i supermercati, i bar e i negozi di giocattoli e , tornati alle proprie case, pensano a riempire le calze.
Il giorno seguente, di buon'ora, i bambini si svegliano e ancora semivestiti, si mettono in giro per la casa per rintracciare le calze ripiene dei...defunti, che vengono cambiate di posto nei punti più impensabili.
I bambini che durante l'anno si sono comportati bene, trovano la loro calza piena di dolci e giocattoli. I bambini, che al contrario, si sono comportati male trovano all'interno solo carbone.

Io ricordo che la notte non riuscivo a prendere sonno e ad ogni rumore mi mettevo sempre più sotto le coperte. Ma la felicità più grande, era trovare una lettera dei miei nonni (che non ho mai conosciuto) fino al momento in cui ho scoperto che a scriverla, in realtà, erano i miei fratelli:-)!!

5 commenti:

Pupottina ha detto...

grazie per il nuovo post dove mi ritrovo nominata... spero di non avere colpe, anzi credo di non averle perché se ho ispirato questo post stupendo.... allora ho fatto un'aottima cosa....
la parte della letterina dei nonni mi ha commossa... anche io ho una persona da cui vorrei mi giungesse una lettera... ma non ho fratelli che me le scrivono, poiché soffriamo tutti dello stesso dolore ed in giornate come questa ci è difficile sorridere...

buon weekend

Anto e Paolo ha detto...

L'incoscienza dell'infanzia è quella che fa sorridere al risveglio trovando i dolci e i giochi.
Crescendo e comprendendo risulta difficile a tutti poter sorridere.
Quello che da forza è sapere che le persone che abbiamo amato...e che nn ci sono più...ci stanno sempre vicino e vegliano su di noi!!

P.s:per quanto mi riguarda è stato un merito il tuo. Baci. Anto

digito ergo sum ha detto...

che belle le tradizioni popolari. arte culinaria a parte che, a leggerti, mi è venuta fame, e son le 8 e mezza di mattina. ma mi vuoi tutto ciccia e brufoli? :-)

Anto e Paolo ha detto...

Digito...i brufoli noooooooo!!! La pancetta invece...può anche essere interessante!!!;-). Anto

Altri libri ha detto...

mai sentito di questa pizza, ma ora grazie a voi so qualcosa in più